martedì 3 maggio 2016

Come parlare con l'Animatore Digitale?

Come parlare con l'Animatore Digitale?

Voler dialogare con un Animatore Digitale è senza dubbio l'obbiettivo del lavoro svolto e allora sembrava più facile creare un questionario che potesse essere esaustivo, completo e soprattutto di facile compilazione per l'AD.
Il questionario da me ideato è visualizzabile su Google form dal link:


Innovazione della scuola X



INNOVAZIONE SCOLASTICA...Come indagare?


In collaborazione con le mie compagne di gruppo, è stato creato un format per la pagina di interazione con l'AD di una scuola generica che chiameremo X, la cui visualizzazione è possibile facendo click sul seguente link:

https://drive.google.com/file/d/0B5Uv_gsgbJwfQi1tQWhmbTBGc28/view?usp=sharing


Inoltre erano state ipotizzate alcune domande da sottoporre all'AD che possono essere lette dal link :

https://docs.google.com/document/d/16EueR3gBd5G5u5qupgZMbUaaR1iVyFwaufm0zkd4Xhw/edit?usp=sharing

martedì 5 aprile 2016

E allora ...facciamo coding!

E allora….facciamo Coding!


Se è vero che l’era digitale è quella nella quale stiamo vivendo, cos’altro poteva contemplare il PNSD, Piano nazionale Scuola Digitale, se non l’inserimento di una materia che portasse gli alunni ad essere soggetti attivi dell’informatica?
Ecco che quindi nell’ambito della Buona Scuola compare la parola coding, termine che letteralmente significa programmazione. In realtà con questo termine viene indicato un nuovo approccio all’informatica, che rende il pensiero computazionale un “must have” del piano di studi dei bambini e dei ragazzi italiani.

keep calm do coding.jpg
So….How???
Come inserire la programmazione informatica nell’insegnamento scolastico è stato previsto dal Miur e dal CINI, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, dando avvio all’iniziativa “Programma il Futuro”, composta da sei percorsi :uno  di base chiamato “L’ Ora del Codice” e cinque avanzati.


Il pubblico a cui si rivolge “Programma il Futuro” è quello delle primarie, per poi arrivare ad abbracciare anche studenti di età superiore a quella infantile. Fornendo strumenti semplici e per l’utilizzo dei quali non servono particolari competenze, il Miur e il Cini prevedono che attraverso lezioni e materiali didattici, i ragazzi arrivino ad avere un approccio attivo ed interattivo alla materia, evolvendo da semplici utilizzatori della tecnologia e della rete, in piccoli esperti dell’informatica. In ragione di questa modalità formativa è previsto che ogni scuola designi un docente referente, che coordini i docenti rappresentanti di ciascuna classe coinvolta nel coding, e che promuova il piano di sviluppo del pensiero computazionale nel suo istituto di appartenenza. Il docente referente dovrà anche iscriversi al sito di “Programma il Futuro”, in modo da tenersi in contatto con gli altri referenti, ma anche potendo così accedere alla sezione faq istituita dal Ministero.


At the end...
Al termine del percorso scolastico, gli studenti riceveranno un attestato che certifichi la loro partecipazione al coding e la loro capacità di pensare in termini computazionali.

Siamo di fronte ad una vera innovazione che rende l’Italia uno dei paesi più avanzati in questo percorso di formazione nell’era digitale, tanto che il nostro paese si è distinto come uno dei paesi membri dell’Unione Europea con il maggior numero di ragazzi che hanno programmato in ambito scolastico.


martedì 1 marzo 2016

Istruzione digitale nel reale: PNSD



Istruzione digitale nel reale: PNSD


Lo scenario al quale assistiamo oggi nel mondo dell’istruzione, è un’evoluzione alla quale molti adulti che hanno finito la scuola dell’obbligo anche solo 15/20 anni fa, non avrebbero mai potuto pensare ai loro tempi.
Il cambiamento è avvenuto ad opera dell’attuazione del PNSD, acronimo del documento ministeriale Piano Nazionale Scuola Digitale, incentrato sull’ innovazione del sistema scolastico e sull’ educazione digitale,concretamente attivato attraverso azioni che si concentrano in quattro macro ambiti: strumenti, competenze; formazione e accompagnamento.

La sfida ha avuto  inizio tra il 2007 e il 2008, in conseguenza alla presa di coscienza che la scuola, in quanto stakeholder di informazione e di innovazione, doveva compiere un processo di ammodernamento nel mondo dell’era digitale. Si partì con “l’Azione LIM” consistente nella diffusione capillare della Lavagna Interattiva Mutimediale e con il progetto “Azione Cl@ssi2.0“,caratterizzato dallo slogan “non più la classe in laboratorio, ma il laboratorio in classe”. Si diede così avvio alla serie di attività programmatiche del PNSD, finanziate anche attraverso risorse stanziate a livello europeo, attraverso la Programmazione Operativa Nazionale (PON Istruzione) 2007-2013. Stando alle stime effettuate, lo stanziamento di un miliardo di Euro dovrebbe portare avanti le azioni previste a livello nazionale dal Piano pluriennale, non soltanto dotando le strutture scolastiche di proiettori interattivi, di Lim o della rete cablata, ma anche accompagnando tutti coloro che interagiscono con l’istruzione digitale nella formazione di competenze atte al fruirne.
Al fine di capovolgere la concezione digitale che vigeva nella scuola italiana, in un primo momento, si sono investiti capitali nell’adeguamento di strumenti e competenze informatiche nelle varie strutture scolastiche ed in seguito sono state attivati i progetti pilota del PNSD.

Grazie alla legge pilastro del Piano, legge 107/2015 detta anche La Buona Scuola, si è creata una struttura ossea degli steps che concretamente sono stati fatti e condurranno la scuola italiana nel viaggio verso la totale modernizzazione amministrativa e formativa.
Proprio in quest’ottica viene quindi intesa la nuova istituzione educativa, rendendo la scuola un ambiente reale e virtuale accessibile in qualsiasi momento a tutti i suoi agenti interni e collaterali. Docenti e genitori, vengono chiamati a cimentarsi in quelle che sono le operazioni burocratico-amministrative, passate da cartaceo a digitale. Per contro, i discenti, ormai facenti parte della generazione dei nativi digitali,usufruiscono del pacchetto formativo che da sempre ha contraddistinto l’istruzione italiana, avvalendosi in modo proprio del web e dell’offerta educativa online.

Ci vuole una mediatore o una guida???
Estrema importanza ricopre l’Animatore Digitale(AD), una figura rigorosamente interna alla struttura scolastica ed univoca per ogni istituto, in ragione del fatto che egli deve rapportarsi ai colleghi, all’ambito educativo-formativo ed ovviamente a genitori e studenti, realizzando alcune azioni basilari per l’informatizzazione scolare. Tra esse vanno ricordate: la formazione interna della comunità scolastica ( questa intesa come tutti coloro che interagiscono con il sistema educativo nazionale) ;il coinvolgimento della stessa ,volto a  favorire la partecipazione e la realizzazione di una cultura digitale condivisa; ed infine la creazione di soluzioni innovative metodologicamente e tecnologicamente  sostenibili.

No critiche no PNSD
Polemiche e perplessità echeggiano da parte del pubblico di utenti e di osservatori , che riscontra forti dubbi sulle ingenti somme impegnate nel progetto, a fronte di infrastrutture scolastiche che non sempre sono decorose e sicure, tanto meno attrezzate per essere coinvolte dal PNSD. Altro grande quid restano le tempistiche di realizzazione della digitalizzazione scolastica.
Permane il fatto che il Piano Nazionale Scuola Digitale è ormai un obbiettivo concretamente realizzabile e che, con più o meno difficoltà, andrà perseguito se si vuole restare al passo con i tempi e vivendo nel mondo della tecnologia imperante.