martedì 3 maggio 2016

Scienze della comunicazione

DA GRANDE VOGLIO….FARE IL COMUNICATORE!

Potrebbe sembrare un corso di laurea anomalo, ma quello di Scienze della Comunicazione si profila come un piano di studi adatti e contestuali agli anni 2000. Attivato dall’ Università di Genova nel ambito della scuola di Scienze Sociali, Facoltà di Scienze della Formazione, Il corso di Comunicazione si struttura come una compliance di insegnamenti  diversificati, di natura molto variegata, ma che integrati gli uni con gli altri propongono un pacchetto didattico molto interessante per un giovane che voglia specializzarsi in quello che , ad oggi, sembra essere il contesto lavorativo e di sviluppo più in auge.
La comunicazione permea la nostra vita, passando dal reale al virtuale, fondendo in un unico output tutte informazioni che pervengono alla percezione e allo scibile umano. Ecco che quindi il corso verte su materie che passano dal sociologico al psicologico, passando per etica, studio della lingua ma anche diritto e soprattutto informatica e inglese. La multidisciplinarietà porta lo studente ad essere multitasking, richiedendogli  creatività ed inventiva, lasciandogli anche libertà di sperimentare e esortandolo a sviluppare capacità lavorative- progettuali di gruppo. Tutto ciò viene poi esercitato anche con stage e tirocini previsti proprio nel piano di studi.
Il risultato finale di questa preparazione è un soggetto che può andare a ricoprire ruoli occupazionali e professionali nelle imprese turistiche, del consumo, in tutto le imprese culturali e d’intrattenimento, in redazioni giornalistiche piuttosto che in agenzie di pubblicità o nei reparti marketing delle aziende. La lista degli sbocchi professionali è ancora lunga e per ogni informazione aggiuntiva si rimanda al Manifesto degli studi di Scienze della Formazione, Università degli studi di Genova.

Dove?
Il contesto in cui si tengono le lezioni e dove ha sede Scienze della Comunicazione è il Campus di Savona, ex caserma militare restaurata, a cui sono stati aggiunti  nuovi edifici; il tutto contornato da ampi spazi verdi, posteggi, un campo da calcetto e uno da tennis.
Le strutture così pensate ospitano alcuni uffici, i dormitori per gli studenti aventi diritto, la mensa, i laboratori computer, una splendida biblioteca-videoteca, la copisteria ma soprattutto il laboratorio audiovisivi, la sede della radio del campus e gli spazi dove di riunisce la redazione del giornale del Campus. Le attività extra insegnamenti formativi  sono parecchie e permettono agli studenti di impratichirsi con i media e gli strumenti con i quali potrebbero andare a lavorare un domani.

Be positive...
A Savona vengono ospitati altri tre corsi universitari che nulla hanno a che fare con il corso di Scienze della Comunicazione, ma gli spazi fanno si che la convivenza sia assolutamente armoniosa.
L’ambiente piacevole e l’offerta didattica rendono quindi sopportabili alcuni svantaggi che comporta l’iscrizione a questo corso di laurea, come ad esempio il viaggio, un po’ costoso e lungo se si abita fuori Savona e soprattutto se si abita a Genova; o gli orari un po’ pesanti e impegnativi.


Mail di gruppo all'AD

MAIL DI GRUPPO ALL' AD

Buongiorno Professore,
le inviamo questa mail per raccogliere le sue impressioni relative alla profilazione del suo incarico da Animatore Digitale e all’attuazione del PNSD nella sua Scuola.
Le risposte che lei aveva fornito attraverso il questionario proposto dagli studenti di Scienze della Comunicazione (insegnamento Laboratorio di scrittura multimediale) sono state rielaborate e portate in una versione discorsiva, creando così una profilo della sua Scuola. Quest’ultimo sarà disponibile all’indirizzo www.liguria2.0.it e i dati anagrafici saranno visibili solo in via accessoria, non venendo così pubblicati.
Aspettiamo un suo feedback in merito al profilo della sua Scuola.
Cordiali saluti.


Intervista all'AD dell'I.C. "Foce"

ISTITUTO COMPRENSIVO “FOCE”

via Banderali, 6 Genova (GE)

scuola d'oria via banderali.jpg
Codice meccanografico GEIC861005



Nome : Stefano
Cognome : Carbone
Genere : Maschio
Impiego attuale : Insegnante di sostegno presso lC “ Foce”, scuola primaria di I grado, da       meno di 10 anni

DOTAZIONI DIGITALI OGGI

L’istituto Comprensivo della Foce  vanta di una buona connettività.
La LIM è presente in poche classi  e nessuna delle classi della scuola di via Banderali può essere definita 2.0. A ciò va aggiunto il fatto che non sono attivi Laboratori tematici.
Il Registro elettronico è molto utilizzato ed al contrario, non è comune l’utilizzo di strumenti a dotazione personale degli studenti (BYOD)

DIDATTICA INNOVATIVA NELLA SCUOLA
Nella Scuola di via Banderali non si pratica in alcuna classe la tecnica della Flipped Classroom. Il lavoro di gruppo come metodologa didattica principale è adottata in poche classi e  nessuna classe fa lavorare i ragazzi su compiti autentici, che dovrebbero portare ad ottenere prodotti multimediali originali.
Poche classi promuovono l’utilizzo di specifiche app  in aula oppure a casa, o di particolari software per esercitarsi  nelle singole discipline. Poche classi utilizzano libri in formato elettronico e risorse digitali e va anche detto che poche classi praticano il Coding.

COME SI LAVORA A SCUOLA?

Nell’ Istituto Comprensivo Foce solo alcuni docenti sono preparati a mettere in pratica la didattica innovativa, così come solo alcuni tra loro sono attivi nello sviluppo di progetti interdisciplinari in collaborazione. I laboratori sono poco frequentati, ma la scuola sta intrattenendo rapporti con altre scuole per innovare la didattica. La stessa cosa non si può dire per quanto riguarda i rapporti, volti al una innovazione didattica,che la scuola potrebbe avere con gli attori del territorio.
Le prime due azioni concrete che verranno attivate per innovare la didattica nella nostra scuola saranno: implementare un laboratorio di informatica e dei corsi di aggiornamento per docenti. Ecco perché pensando alla scuola tra tre anni ci si può immaginare un maggior peso della didattica laboratoriale .

UN MOTTO PER LA TUA SCUOLA:
“ABBIAMO CURA DEI VOSTRI RAGAZZI"



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Intervista all' AD dell'I.C. "Borzoli"



Codice meccanografico non pervenuto
Via Muscola, 23 Genova (GE)





Nome: Roberta                                             anagrafe-digitale lei.jpg   
Cognome: Cazzaro
Genere: Femmina
Impiego attuale: Insegnante di sostegno presso lC “ Borzoli”, scuola primaria , da più di 10 anni


DOTAZIONI DIGITALI OGGI

L’istituto Comprensivo di Borzoli è dotato di una buona connettività. La LIM è presente in poche classi, ma nessuna delle classi dell’Istituto Comprensivo di Borzoli può dirsi una Classe2.0.
I Laboratori tematici sono stati attivati per quanto riguarda la didattica della materia Musica.Il Registro elettronico non è utilizzato, così come  non è nostra abitudine utilizzare strumenti di proprietà personale degli studenti (BYOD)


DIDATTICA INNOVATIVA NELLA SCUOLA

Nella Scuola di via Muscola nessuna classe pratica la tecnica della Flipped Classroom. Il lavoro di gruppo come metodologa didattica principale è adottata in poche classi e non ci sono classi dove i ragazzi lavorano su compiti autentici destinati ad ottenere prodotti multimediali originali.
Poche classi propendono per l’utilizzo di specifiche app o software, sia  in aula che a casa, al fine esercitarsi  nelle singole discipline. Poche classi utilizzano libri in formato elettronico o risorse digitali, ma sopratutto poche sono le classi che praticano il Coding.

COME SI LAVORA A SCUOLA?

Nell’ Istituto Comprensivo “Borzoli” si contano alcuni docenti preparati a mettere in pratica la didattica innovativa, e non tutti gli insegnanti del complesso. Dei docenti, pochi di essi sviluppano progetti interdisciplinari in collaborazione.
I laboratori sono abbastanza frequentati.
La scuola non ha rapporti con altre scuole per innovare la didattica, ne tanto meno ha  rapporti, sempre volti al una innovazione didattica, con gli attori del territorio.
Le prime due azioni concrete che verranno attuate per innovare la didattica nella scuola di via Muscola saranno la rilevazione e la condivisione delle buone pratiche. In tale ottica, la scuola tra tre anni si può visualizzare come una scuola nella quale ci si condivide di più.

UN MOTTO PER LA TUA SCUOLA:

“COMINCIO DA TE”

Come parlare con l'Animatore Digitale?

Come parlare con l'Animatore Digitale?

Voler dialogare con un Animatore Digitale è senza dubbio l'obbiettivo del lavoro svolto e allora sembrava più facile creare un questionario che potesse essere esaustivo, completo e soprattutto di facile compilazione per l'AD.
Il questionario da me ideato è visualizzabile su Google form dal link:


Innovazione della scuola X



INNOVAZIONE SCOLASTICA...Come indagare?


In collaborazione con le mie compagne di gruppo, è stato creato un format per la pagina di interazione con l'AD di una scuola generica che chiameremo X, la cui visualizzazione è possibile facendo click sul seguente link:

https://drive.google.com/file/d/0B5Uv_gsgbJwfQi1tQWhmbTBGc28/view?usp=sharing


Inoltre erano state ipotizzate alcune domande da sottoporre all'AD che possono essere lette dal link :

https://docs.google.com/document/d/16EueR3gBd5G5u5qupgZMbUaaR1iVyFwaufm0zkd4Xhw/edit?usp=sharing

martedì 5 aprile 2016

E allora ...facciamo coding!

E allora….facciamo Coding!


Se è vero che l’era digitale è quella nella quale stiamo vivendo, cos’altro poteva contemplare il PNSD, Piano nazionale Scuola Digitale, se non l’inserimento di una materia che portasse gli alunni ad essere soggetti attivi dell’informatica?
Ecco che quindi nell’ambito della Buona Scuola compare la parola coding, termine che letteralmente significa programmazione. In realtà con questo termine viene indicato un nuovo approccio all’informatica, che rende il pensiero computazionale un “must have” del piano di studi dei bambini e dei ragazzi italiani.

keep calm do coding.jpg
So….How???
Come inserire la programmazione informatica nell’insegnamento scolastico è stato previsto dal Miur e dal CINI, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, dando avvio all’iniziativa “Programma il Futuro”, composta da sei percorsi :uno  di base chiamato “L’ Ora del Codice” e cinque avanzati.


Il pubblico a cui si rivolge “Programma il Futuro” è quello delle primarie, per poi arrivare ad abbracciare anche studenti di età superiore a quella infantile. Fornendo strumenti semplici e per l’utilizzo dei quali non servono particolari competenze, il Miur e il Cini prevedono che attraverso lezioni e materiali didattici, i ragazzi arrivino ad avere un approccio attivo ed interattivo alla materia, evolvendo da semplici utilizzatori della tecnologia e della rete, in piccoli esperti dell’informatica. In ragione di questa modalità formativa è previsto che ogni scuola designi un docente referente, che coordini i docenti rappresentanti di ciascuna classe coinvolta nel coding, e che promuova il piano di sviluppo del pensiero computazionale nel suo istituto di appartenenza. Il docente referente dovrà anche iscriversi al sito di “Programma il Futuro”, in modo da tenersi in contatto con gli altri referenti, ma anche potendo così accedere alla sezione faq istituita dal Ministero.


At the end...
Al termine del percorso scolastico, gli studenti riceveranno un attestato che certifichi la loro partecipazione al coding e la loro capacità di pensare in termini computazionali.

Siamo di fronte ad una vera innovazione che rende l’Italia uno dei paesi più avanzati in questo percorso di formazione nell’era digitale, tanto che il nostro paese si è distinto come uno dei paesi membri dell’Unione Europea con il maggior numero di ragazzi che hanno programmato in ambito scolastico.